Dicembre 2008


Mancano pochi giorni alla prima nazionale. Siamo quasi… pronti. Dopo questa settimana di riposo, domani riiniziano le prove dei nostri due spettacoli (Dove vai tutta nuda – Il professore di pianoforte)

Per questo vi scrivo un pò di biografia dell’autore: George Feydeau.

Georges-Léon-Jules-Marie Feydeau, figlio dello scrittore Ernest-Aimé Feydeau (1821-1873) e della polacca Lodzia Boguslawa Zelewska, nasce a Parigi l’8 dicembre 1862, suscitando fin dalla più tenera infanzia enorme scandalo, visto che le maldicenze del tempo dicevano fosse il figlio illegittimo di Napoleone III. La casa di suo padre era frequentata dai maggiori scrittori dell’epoca tra cui: Sainte-Beuve, Flaubert, Gautier, Alexandre Dumas padre e figlio nonché i fratelli Goncourt.
Georges è autore di farse e vaudevilles di grande arguzia, ingegno, movimento che fecero di lui il degno erede di Labiche. Il suo talento per il teatro si sviluppò precocemente, all’età di sette anni, dopo aver assistito a una rappresentazione, scrisse la sua prima commedia, mentre all’età di quattordici fondò con l’amico Louveau un circolo amatoriale per mettere in scena atti unici, monologhi e poemi.
Muore per una grave malattia mentale, il 5 giugno 1921, in una clinica psichiatrica di Rueil-Malmaison.
Malgrado i successi ottenuti all’epoca, Feydeau ebbe sempre la consapevolezza di essere disprezzato dai letterati del tempo, in particolar modo dall’Académie Française, in quanto autore di un genere che non rispettava i canoni da essa richiesti. Nemmeno la Comédie-Française, tempio per eccellenza del teatro classico nonché di Molière, accetterà di rappresentare i suoi testi; bisognerà attendere il 1951 (trent’anni dopo la sua morte) perché Jean Meyer, membro della Comédie-Française e direttore artistico del Centre d’Art Dramatique, decida di sfidare il parere dei critici mettendo in scena nella seconda sala del teatro Le Dindon (tradotto con Il tacchino, Il somaro, ma in realtà significa Lo spaccone). Il successo sarà strepitoso e finalmente il teatro di Feydeau non sarà più considerato un genere minore. In Italia la sorte dell’autore sarà più o meno la stessa, se Silvio d’Amico non si renderà conto della grandezza di Feydeau, Vito Pandolfi, nel 1964, sarà il primo a capirne veramente l’arte. Oggi, la compagnia Il Sentiero, porta avanti la tradizione con umiltà e sacrificio, rappresentando “Il profssore di pianoforte” e “dove vai tutta nuda”. Attualmente alcuni scrittori lo considerano uno dei più grandi autori di teatro comico, dopo Molière.
La maggior parte delle sue opere sono costruite sul malinteso, sulla gelosia e sul tradimento tra marito e moglie, marito e amante…cose che unite ad eventi assurdi, occasionali, peripezie varie, scatenano situazioni comiche paradossali, in cui i personaggi vengono coinvolti in innumerevoli colpi di scena al limite del surreale. Feydeau fa inoltre un ampio ricorso a personaggi che di primo acchito possono sembrare secondari, ma in realtà svolgono un ruolo fondamentale all’interno delle commedie, ovvero lo straniero che storpia la lingua e il personaggio che possiede un difetto fisico (vale la pena ricordare l’avvocato che balbetta solo quando piove in L’Hôtel du Libre-Échange, L’albergo del libero scambio). L’atmosfera della Belle Époque, molto cara al pubblico, rende i lavori di Feydeau ancora più graditi. A differenza della maggior parte delle opere del suo tempo, infatti, le sue commedie si contraddistinguono per il rigore ferreo con cui vengono elaborate. Feydeau è di una estrema meticolosità, e cerca sempre di prevedere anche l’imprevedibile, da qui l’inserimento nei suoi copioni di numerose note che servivano sia da indicazione agli attori sia da spiegazione per l’utilizzo di eventuali trucchi scenici. Feydeau con il suo teatro mette alla berlina (Castigat ridendo mores) le relazioni sentimentali e amicali, il dio denaro, la politica e quella falsa ideologia di superiorità che caratterizzava la borghesia parigina di fine 1800.


Concludo, invitandovi a vedere lo spettacolo il 6 gennaio 2009 presso il Teatro di San Vito al Mantico (Verona)


La Compagnia Teatrale IL SENTIERO

augura a tutti

Buon Natale e Felice Anno 2009

.auguri2008

…. e ordinato.

Finalmente! dopo una lunga ricerca ho trovato il libro che cercavo.

Il titolo originale è “Arlecchino dirozzato dall’amore” edito da Sansoni del 1944. Ho trovato una libreria on-line si chiama NIDABA  e distribuisce libri fuori catalogo e nuovi.  Questo il loro indirizzo: www.nidabalibri.com.

E ora aspettiamo l’arrivo del libro.

Provate a visitare anche questa libreria on-line  http://www.elephantsbooks.it  la sede fisica si trova a Caselle d’Erbe.

Buona lettura

Ciao
qualcuno conosce il titolo del libro su cui posso trovare “Arlecchino educato dall’Amore” di Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux?

Su wikipedia si trova il testo in francese… ma nessun riferimento all’opera che lo contenga.

Grazie

Questa sera a letto presto… a Verona passa Santa Lucia.

santalucia

 Già una settimana prima della festa la Santa si “manifesta” ai bambini buoni tramite lanci improvvisi di caramelle e cioccolatini; naturalmente è un continuo tentativo di…vedere il buco nel soffitto che S. Lucia apre velocissimamente e altrettanto velocissimamente richiude! Peccato che non ci si riesca mai…

Tre giorni prima del 13 dicembre, in piazza Bra, la piazza centrale della città, quella dell’Arena per intenderci, arrivano i “banchéti de Santa Lùssia”, secondo una tradizione che risale già al secolo scorso: nelle bancarelle ricoperte di tende, si vendono giocattoli, dolci e altri oggetti da regalo, anche per gli adulti.

Le nonne raccontano che “tanto tempo fa” (forse nel Settecento, da altre notizie orali raccolte in questi anni) c’era stata un’epidemia di “male agli occhi” che colpiva soprattutto i bambini, così che i genitori li votarono alla Santa, che non solo compì il miracolo, ma aggiunse anche dolci e piccoli doni …nelle loro scarpette.

Santa Lucia a Verona viene aiutata dal Gastaldo, che conduce l’asinello. La sera del 12 dicembre si deve lasciar da mangiare sulla tavola; in famiglia ogni componente, adulti compresi, deve preparare un piatto vuoto che la Santa riempirà di dolci, tra cui le immancabili “pastefrolle di S. Lucia”, introvabili ovunque, tranne a Verona, nonché l’altrettanto immancabile “ghiaia dell’Adige”. In questa sera i bambini vanno a letto presto e chiudono forte forte gli occhi, nel timore che la Santa li accechi con la cenere, se li trova svegli. S. Lucia si annuncia con un suono di tromba.

Ci sono poi due filastrocche dell’Ottocento, tramandate sempre dalle nonne:

Santa Lùssia con la scuffia,
porta conse e scapa via;
se la mama la te crìa,
Santa Lùssia, portela via!
Santa Lucia con la cuffia,
porta le pastafrolle e scappa via;
se la mamma ti sgrida,
Santa Lucia, portala via!
   
L’è rivàda Santa Lùssia;
i morosi i se dà al saco,
per no pagarghe el mandolàto
parché soldi no i ghe n’ha.
L’è pasada Santa Lùssia;
i morosi i se tra’ fòra;
i vol far la pace ancora,
le morose no le vol.
E’ arrivata Santa Lucia;
i fidanzati si nascondono
per non pagare [alle fidanzate, ovvio!] il mandorlato,
perché soldi non ne hanno.
E’ passata Santa Lucia;
i fidanzati ritornano;
vogliono fare ancora la pace,
le fidanzate non vogliono.

Qualche giorno fa ci siamo incontrati a casa di Anna, per una riunione organizzativa… questi alcuni attimi della serata:
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In attesa... fra un pò si mangia

In attesa... fra un pò si mangia

innamorati

innamorati

innamorati...

innamorati... (notare la polenta... Anna!)

...finalmente

...finalmente

Visto?… guarda in su… ora hai visto! Carina vero? Il nostro grafico è un fenomeno… Brao!

Colgo l’occasione per invitarvi a vedere le pagine dei protagonisti di questo blog… in alcune sono state inserite nuove foto.

Il giorno della prima si avvicina… oramai stiamo provando tre volte a settimana, lunedì, giovedì e sabato.

Le prove vanno abbastanza bene, anche se ad ogni prova c’è sempre qualcosa da migliorare da modificare… le scenografie, la musica le luci… oddio!

Niente panico. Una cosa alla volta (ma perchè stò scrivendo tutto con il verde?!). Cambio.

Nella stanza accanto Sara, mia moglie, stà leggendo una favola a mio figlio!… ma non ne vuole sapere… fra un pò capiterà qui per giocare con “Paint”… lo so non ci crederete… ma nel mentre scrivevo: “int” è arrivato… ma per il bacio della buona notte.

Torniamo al teatro. Oggi abbiamo scelto la musica per il balletto… e si… avete letto bene… se venite a vedere lo spettacolo del 6 gennaio, vi beccate anche un balletto. E non un balletto tra ballerini professionisti, ma un balletto tra Me e Sabina… ve lo immaginate? …


Gruppo Teatrale "L'incontro"

Gruppo Teatrale "L'incontro"

 

Come promesso la galleria fotografica dello spettaolo “Qui inizia l’avventura del Signor Bonaventura” del 30 novembre è pronta e visibile cliccando qui

Ieri, domenica 30 Novembre, è iniziata la classica Rassegna teatrale “Divertiamoci a Teatro”, inaugurata dalla compagnia L’Incontro “di Sommacampagna con lo spettacolo per bambini e ragazzi:

Qui comincia la sventura del Signor Bonaventura
Il signor Bonaventura nasce il 28 ottobre 1917 sul “Corriere dei Piccoli” e dopo soli dieci anni fa il suo debutto sul palcoscenico. La prima delle sei commedie di Bonaventura è poco più di un canovaccio, caratterizzato da una vicenda assai semplice che si snoda all’interno della “Casa di mode e Confezioni di Madama Tuberosa”. In un crescendo di equivoci, lazzi, invenzioni comiche – che ha come semplice pretesto la contesa di uno straordinario modello di sartoria – il nostro involontario eroe ancora una volta riesce ad essere premiato con l’ironica consegna del “solito” milione. Gli fanno da contorno gli immancabili compagni d’avventura – il bellissimo Cecè, il fedelissimo cane Bassotto – e un variegato gruppo di personaggi dalle movenze leggiadre o caricaturali, coinvolti in un intreccio di situazioni imprevedibili e giocose.

di Sergio Tofano e regia di Massimo Totola

descrizione tratta dal sito de “L’incontro”

 

Nei prossimi giorni verranno pubblicate le foto dello spettacolo…

La rassegna proseguirà il 6 gennaio con il debutto del nuovo spettacolo della compagnia «Il Sentiero», «Dove vai tutta nuda?» e «Il professore di pianoforte» di George Feydeau.