Agosto 2008


Finalmente è “in linea” il reportage dei due giorni passati a Pontresina.

Le immagini bloccano gli istanti felici di un gruppo di ragazzi che, dopo ore di viaggio attraversando valli,  monti e fiumi, arrivati a destinazione, iniziano a mangiare e finiscono prima del ritorno…. ;-) … quasi.

Non mi hanno ancora consegnato le foto dello spettacolo. Avevo visto i provini… fantastiche.

Qui di seguito ho trascritto un breve brano di un testo teatrale

A: Evidentemente

B: Sono gialle come mio nonno quando andava in collera.

A: No… che era a…

B: ……..siatico…. Ho mal di denti.

A: Benissimo.

Sai riconoscere di quale opera si tratta?

 

1: Finale di partita di Samuel Beckett;

2: Il Naso di Nicolaj Gogol;

3: Il Burbero benefico di Carlo Goldoni;

4: La Lezione di Eugene Ionesco;

5: Il professore di pianoforte di George Feydeau.

 

 

 

Questo curioso articolo l’ho trovato sul blog della classe 1947 di Caselle d’Erbe (nota: il blog è gestito da mio padre).

Non fare il bagno dopo mangiato, fare un clistere per pulire l’intestino o bere otto bicchieri d’acqua al giorno per tenere idratato l’organismo. Sono solo alcuni dei tanti luoghi comuni che riguardano la salute. Ma sono veri?
Una giornalista americana, Jane E.Brody, ha raccolto, in un articolo comparso sul New York Times, numerose “leggende” riguardanti la salute, per sfatarle. Per esempio, una di queste è il consiglio molto diffuso negli Stati Uniti, di bere 8 bicchieri di acqua al giorno proprio  per tenere l’organismo idratato e scongiurare la stipsi.Ma la giornalista fa notare che non c’è alcuna evidenza scientifica dietro questa affermazione. Infatti, per mantenere il corpo ben idratato, basta bere normalmente e mangiare tanta frutta e verdura. E inoltre basta tenere d’occhio il colore delle urine per capire se il corpo ha bisogno di una maggiore quantità d’acqua. Se sono scure, infatti, è meglio bere di più.Altro mito da sfatare riguarda la pulizia del canale auricolare. Molti, infatti, sostengono che per l’igiene dell’orecchio sia buona cosa utilizzare i bastoncini di cotone. In realtà questi bastoncini sono dannosi perché utilizzandoli nel canale auricolare, si corre il rischio di spingere il cerume più all’interno, compattandolo. Altra leggenda che riguarda la pulizia è quella di fare un clistere per pulire l’intestino. In realtà, a meno che sia stato prescritto da un medico, il clistere non serve perché l’intestino non è sporco. Inoltre con questa pratica si corre il rischio di danneggiare il colon.E se pensate che il “naturale” sia più sicuro, vi sbagliate. La maggior parte delle medicine deriva da prodotti naturali, quindi piante e erbe hanno poteri terapeutici. Ma molto piante ed erbe contengono anche potenti veleni e tossine. Il lavoro svolto dai chimici serve proprio a depurare i principi utili da quelli dannosi e a concentrarli.Inoltre, è bene non aspettare troppo ad assumere medicinali. Cioè se si ha un forte mal di testa o altri tipi di dolori, è meglio prendere un antidolorifico il prima possibile. In questo modo il medicinale sarà più efficace. Altro luogo comune che la giornalista del New York Times vuole sfatare, è quello di non fare il bagno dopo mangiato. Dopo aver consumato un pasto, il sangue viene attratto verso lo stomaco e l’intestino per la digestione. In questo modo, rimane meno sangue a disposizione di muscoli e del resto dell’organismo. Quindi, se si svolge un’attività fisica intensa dopo mangiato, apparato digerente e muscoli “si contendono” il sangue. E questo può comportare una difficoltà a digerire o una particolare stanchezza, che può portare anche allo svenimento. Se ciò accade in acqua è chiaro che i rischi sono alti, ma un conto è fare un bagno in mare, in acqua fredda dopo mangiato, un altro conto è fare un bagno in acqua calda o tiepida in una piscina dove si tocca o nel bagno di casa.Infine, un altro mito da sfatare è quello che tagliarsi i peli li fa crescere più in fretta e più resistenti. Ma non è così. Il fatto che un pelo sembri ricrescere più duro dopo essere stato tagliato dipende solo dal fatto che è più scuro di quello reciso perché non è stato ancora esposto alla luce. E se appare più alto è perché non è ancora stato schiacciato da nulla.

“Figlia del Tuo figlio. La maestà di Duccio di Buoninsegna”

La prossima tappa della mostra sulla Maestà di Duccio sarà dal 29 agosto al 3 settembre a San Massimo – Verona

Per l’anno 2008 l’Associazione Rivela propone alle nostre realtà locali 4  recenti mostre curate dal “Meeting per l’amicizia fra i popoli” di Rimini:

-     Figlia del tuo figlio. La maesta di Duccio di Buoninsegna.

-     Testimoni di verità nell’Italia in guerra. La resistenza cancellata.

-     Massimiliano Kolbe. Profeta del nostro difficile secolo.

-    Inaudito Beethoven.

Ho visitato la mostra nella tappa di San Vito al Mantico e devo dire che è stata molto interessante. Per questo devo ringraziare il servizio guida (molto professionale), che ci ha immerso nel mondo di Duccio in modo chiaro ed esaustivo.

XIII Rassegna internazionale Artisti di strada

Sono oramai tre anni che non manco all’appuntamento con il festival di teatro di strada “Arte in strada” di Castellaro Lagusello , comune di Monzambano, provincia di Mantova.

La cornice per questo tipo di rappresentazioni è perfetta. Il Paese è un borgo fortificato del 1100-1200. Ad ogni anglo trovi uno spettacolo diverso… giocolieri, acrobati, clown, musicisti…

La qualità degli spettacoli è ottima. Il pubblico è sempre numeroso. L’atmosfera è magica.

Qui trovi il programma della rassegna

musicisti

musicisti

musicisti

musicisti

giocolieri e clown

giocolieri e clown

I giorni del festival sono il 05 – 06 – 07 settembre.

Io ci sarò anche quest’anno.

Perchè non organizzare un evento come questo anche a San Vito al mantico?

Trascrivo da Il Villafranchese questo articolo di Lorenzo Quaini.

Sommacampagna. Le iscrizioni da mercoledì.

Con i corsi della scuola di musica “Antonio Salieri” e i corsi di teatro dell’associazione Volontari centro lettura Caselle si allarga l’offerta formativa e culturale nella frazione. Musica e teatro insieme: ad offrire questa
possibilità di formazione a bambini, ragazzieadultiè l’associazione Volontari centro lettura Caselle che da oltre 26 anni, insieme alla scuola di musica Antonio Salieri opera sul territorio per la promozione della cultura.

Le iscrizioni sono aperte dal 20 agosto al 20 settembre, martedì e giovedì dalle 16 alle 18 nella scuola di musica “Antonio Salieri” via Scuole, 49, centro sociale, Caselle. Informazioni telefonando:per la musica
045.8581128, 045.8580288, 045.8580424. Per il teatro: 045.9611329, 348.7329077, 045.8580424.
I servizi e i progetti della nuova scuola d’arti e dello spettacolo sono molteplici, ma soprattutto, gli insegnanti impegnati nelle proposte didattiche vantano grande competenza in materia.
Per lamusica: sezione classica, sezione moderna, musicoterapia, propedeutica musicale (bambini dai 4 ai 6
anni). Per il teatro: corsidi recitazione e improvvisazione (con l’obiettivo di creare una compagnia teatrale) per adulti e ragazzi, teatroterapia (per maggiorenni), circoteatro per bambini, regia e drammaturgia,
scenografia e costumi, storia del teatro, dizione e comunicazione.
«I tempi siano ormai maturi per accorpare in un’unica associazione i corsi di musica e teatro», afferma la presidente Giovanna Billeci. «Con la nostra esperienza ultraventennale nel campo della didattica e dello spettacolo, offriremo corsi che soddisfino il desiderio di conoscenza e la curiosità verso tutti i linguaggi, siano essi musicali che verbali o gestuali.
Per il futuro speriamo di inserire nell’organico di proposta didattica anche la danza»

Due giorni da ricordare

alcune foto per documentare il viaggio a Pontresina – St Moritz (Svizzera)

per rappresentare “Il medico per forza” presso l’hotel Schloss.

Per vedere la serie completa del viaggio e le foto dello spettacolo

devi aspettare ancora qualche giorno.

La partenza

La partenza

Anna e Federico

Anna e Federico

L'arrivo

L'arrivo

Pontresina

Pontresina

L'attesa

L'attesa

continua…

(tra qualche giorno)

La lunga notte del dottor Galvan

Il dottor Gerard Galvan racconta a un misterioso interlocutore di una domenica notte quando, medico d’urgenza per vocazione, ossessionato dal destino sotto forma di biglietto da visita, incontra – ed è incontro fatale – un paziente che dice con un filo di voce “Non mi sento tanto bene” e si prepara a essere il malato dei malati, un paziente da incubo.

Salvare quell’uomo, impedire che muoia, diventa la missione del buon dottor Galvan.

Ritmo frenetico sciabolate di feroce umorismo, schiaffi di malinconia: un calice d’un Pennac “d’annata”.

Un brindisi all’intelligenza del mondo e alla felicità narrativa.

In questi giorni stiamo ancora provando “il Medico per forza”.

Ci stiamo preparando per lo spettacolo di

giovedì 14 agosto

presso l’Hotel Schloss di Pontresina

Alta Engadina (Grigioni, Svizzera).

monologo da “Nostra Signora dei Turchi”

Ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna.
Io sono un cretino che la Madonna non l’ha vista mai.
Tutto consiste in questo, vedere la Madonna o non vederla.
San Giuseppe da Copertino, guardiano di porci, si faceva le ali frequentando la propria maldestrezza e le notti, in preghiera, si guadagnava gli altari della Vergine, a bocca aperta, volando.
I cretini che vedono la Madonna hanno ali improvvise, sanno anche volare e riposare a terra come una piuma. I cretini che la Madonna non la vedono, non hanno le ali, negati al volo eppure volano lo stesso, e invece di posare ricadono come se un tale, avendo i piombi alle caviglie e volendo disfarsene, decide di tagliarsi i piedi e si trascina verso la salvezza, tra lo scherno dei guardiani, fidenti a ragione dell’emorragia imminente che lo fermerà. Ma quelli che vedono non vedono quello che vedono, quelli che volano sono essi stessi il volo. Chi vola non si sa.
Un siffatto miracolo li annienta: più che vedere la Madonna, sono loro la Madonna che vedono. È l’estasi questa paradossale identità demenziale che svuota l’orante del suo soggetto e in cambio lo illude nella oggettivazione di sè, dentro un altro oggetto.
Tutto quanto è diverso, è Dio.
Se vuoi stringere sei tu l’amplesso, quando baci la bocca sei tu.
Divina è l’illusione. Questo è un santo. Così è di tutti i santi, fondamentalmente impreparati, anzi negati. Gli altari muovono verso di loro, macchinati dall’ebetismo della loro psicosi o da forze telluriche equilibranti – ma questo è escluso -. È così che un santo perde se stesso, tramite l’idiozia incontrollata. Un altare comincia dove finisce la misura. Essere santi è perdere il controllo, rinunciare al peso, e il peso è organizzare la propria dimensione. Dove è passata una strega passerà una fata.
Se a frate Asino avessero regalato una mela metà verde e metà rossa, per metà avvelenata, lui che aveva le mani di burro, l’avrebbe perduta di mano. Lui non poteva perdersi o salvarsi, perchè senza intenzione,inetto.
Chi non ha mai pensato alla morte è forse immortale. È così che si vede la Madonna.
Ma i cretini che vedono la Madonna, non la vedono, come due occhi che fissano due occhi attraverso un muro: un miracolo è la trasparenza. Sacramento è questa demenza, perchè una fede accecante li ha sbarrati, questi occhi, ha mutato gli strati – erano di pietra gli strati – li ha mutati in veli. E gli occhi hanno visto la vista. Uno sguardo. O l’uomo è così cieco, oppure Dio è oggettivo.
I cretini che vedono, vedono in una visione se stessi, con le varianti che la fede apporta: se vermi, si rivedono farfalle, se pozzanghere nuvole, se mare cielo. E davanti a questo alter ego si inginocchiano come davanti a Dio.
Si confessano a un secondo peccato. Divino è tutto quanto hanno inconsciamente imparato di sè. Hanno visto la Madonna. Santi.
I cretini che non hanno visto la madonna, hanno orrore di sè, cercano altrove, nel prossimo, nelle donne – in convenevoli del quotidiano fatti preghiere – e questo porta a miriadi di altari. Passionisti della comunicativa, non portano Dio agli altri per ricavare se stessi, ma se stessi agli altri per ricavare Dio. L’ umiltà è conditio prima.
I nostri contemporanei sono stupidi, ma prostrarsi ai piedi dei più stupidi di essi significa pregare. Si prega così oggi. Come sempre. Frequentare i più dotati non vuol dire accostarsi all’assoluto comunque. Essere più gentile dei gentili. Essere finalmente il più cretino.
Religione è una parola antica.
Al momento chiamiamola educazione.

————

Cosa ne pensate?

Pagina Successiva »